(...) “Hai mai visto il Nulla, figliolo?” “Si più di una volta.” “E come è?” “E’ come se si fosse ciechi.” “Bene. E quando ci siete caduti dentro, vi rimane addosso il Nulla. Siete come una malattia contagiosa che rende gli uomini ciechi, così che non distinguono più  l’apparenza dalla realtà. Sai come vi chiamano laggiù?” “No.” mormorò Atreiu. “Menzogne!” Abbaiò Mork. Atreiu scosse la testa. Le labbra le si erano sbiancate, come se tutto il sangue lo avesse abbandonato. “Come può essere?” (...) “Ma io non voglio avere parte del Potere!” Gridò Atreiu. “Resta calmo piccolo sciocco”, brontolò il Lupo Mannaro, “Non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu un servo del Potere, senza volontà ed irriconoscibile. Chi lo sa a cosa potrai servire. Forse servirà il tuo aiuto per indurre gli uomini a comperare cose di cui non hanno bisogno, ad odiare cose che non conoscono ed a credere cose che li rendono ubbidienti od a dubitare di cose che li potrebbero salvare."

(pag. 154-156 de "La Storia Infinita" M. Ende)


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