interni 2014

"labbra sbiancate: Ada" acrilici su carta, gesso acrilico e stucco su tela con segni a matita cm40x30

(...) Le labbra le si erano sbiancate, come se tutto il sangue l'avesse abbandonata. "Come può essere?" Disse Ada (...)

"graffi" graffi su acrilico gradazione di rossi su foglio di cartone legno cm64x48 (dedicato ai lavoratori dell'Electrolux)

Il piccolo omino era contento di essersi salvato il posto. Quel mondo di lastre di cemento posizionate con ordine inusuale per quella periferia, aveva deciso di tenerlo. “Si” lo teneva. Le lastre di cemento erano venute da lontano, per portare benessere in quel piccolo mondo dal respiro timoroso. Il benessere l’omino lo aveva avuto: discreto, silenzioso e di misurata generosità. Aveva accettato tutto ciò che doveva e non voleva, per poter arrivare a sentire e leggere quel “si”. Ora voleva lasciare un segno di vittoria per ciò che aveva ottenuto. Un segno anche per ricordare tutti i compagni che aveva perso lungo quel monotono lavoro. Non voleva nemmeno dimenticare tutti quegli ultimi giorni di attesa e di battiti convulsi che avevano segnato con graffi profondi il suo tempo. Graffi che si stavano trasformando in cicatrici per non sparire mai più. Il “si” giunto all’omino, pareva aver risolto tutto. Tutto pareva come prima ma niente si era cancellato. Per lui era diventata quasi ossessiva la volontà di lasciare un segno che suggellasse il finale di quella storia. Un mattino di una fine di stagione qualsiasi, un potente botto scosse tutto il paese. Le lastre di cemento caddero con disordine e senza dignità, come pezzi di un domino a fine serata. Tanta polvere si sollevò da quel botto. Polvere lieve e impalpabile come anime che furono, si posò superba su tutto e tutti. L’omino sentì quel botto e soddisfatto si rigirò nel letto. Si era impegnato parecchio per riuscire in un simile “presente” che facesse giustizia di quel “si” ed ora aveva bisogno di riposare. In quel momento, appagato, sentiva il peso affettuoso dei suoi compagni che come coperte, ricadevano dal letto sul pavimento di  una stanza che mai era riuscito a riscaldare.

interni 2013

"labbra sbiancate: Carmela" acrilico su fotocopia in b/n su tela graffiata con carta vetro cm25x35

(...) Le labbra le si erano sbiancate, come se tutto il sangue l'avesse abbandonata. "Come può essere?" Disse Carmela (...)

"verso il Mare" acrilico e segni in carboncino su carta da giornale su base di cartone in vecchia cornice cm33,5x29

Dove si è non è dove si vorrebbe essere. Dove si vorrebbe essere…non si arriva ad essere. L’essere determina il tutto, anche il luogo.

"la donna di Antonio" acrilico con inserti in carta e segni a matita su tela cm30x45

Le pulsioni generano fantasie. Le fantasie creano una sorta di realtà parallela, esclusiva di chi la vive. Più forte è questa realtà, più diventa esclusiva ed unica per il suo "autore" che vive la solitudine di una perversa intimità. "La donna di Antonio" non è una fantasia ma una realtà vorace di passione, incapace di amare, senza volto e informe che si offre generosa a corpi senza sguardi. 

"La Donna di Antonio” rappresenta una fantasia che non sempre accomuna ma che è comune. L’immagine di una donna che riporta al piacere, all’accoglienza generosa e dispensatrice del seno. La storia con le sue vicende umane, le guerre e la guerra, le invenzioni e il progresso, la società e le sue trasformazioni, non intaccano la fantasia di una donna che attende, che conferma la “funzionalità” dell’uomo. La donna “sentita” come un proprio terreno che rassicura e da potere. La donna capace di togliere come polvere, la cultura stratificatasi in pagine di libri, pitture, cattedrali, città, filosofie e mettere “a nudo” l’istinto primordiale finalizzato alla riproduzione. La donna come prodotto ma capace di produrre rotture e contrasti in un Pensiero che è stato dominante e unico. “La Donna di Antonio” rimane una fantasia inconfessata che per quanti “viaggi” l’uomo compia, non se ne allontana mai.

interni 2012

"velocità" carboncino e acrilico su tela cm80x60

Dietro il vetro osservavo il gioco dei colori che si rompevano e si ricomponevano in disordinate forme. Si andava veloci e il gioco era continuo. Si andava veloci. Si andava veloci ma non si arrivava mai." 

"memoria" mordente legno e acrilico su gesso acrilico e stucco cm50x20

C'era un momento, un solo piccolissimo momento ove lui si sentiva felice. Al rientro dal lavoro la sera, in attesa di quello che lì chiamavano zuppa. Sotto la cisterna delle latrine davanti all'unico pezzo di muro sbiancato dalla calce, si ritrovava con tutti quegli "umori" di intime disperazioni, di cose passate che non si volevano dimenticare, di odore del tempo ucciso. Piccoli e timidi rivoli colavano lungo il muro. Con un chiodo arrugginito egli segnava, ad ogni oscurarsi del cielo che sopra gli stava indifferente, le persone che non voleva scordare. Il Male che soggiornava tra le pieghe di quell'umana presenza, poteva forse essere sconfitto da quei segni senza speranza. Chi veniva ucciso non era lui, non gli altri sopra la zuppa ma la banalità del male. (Trento, 27 gennaio 2012)

interni 2011


"fiori di Michela" gesso acrilico e cartone su tela cm24x24

interni 2010


"case sull'Argine" acrilico su carta e tela (3) cm24x24

“Nessun bene ha un argine sicuro” - don Primo Mazzolari “La casa sull’argine e l’uomo di nessuno”

"la mia stanza" acrilico e carboncino su carta cm33x47 (prove...in prospettiva)

…Davanti alla televisione. Sento le solite cose ma lei non sente ciò che dico: le solite cose. La solite cose di solite giornate che arrivano al solito imbrunire. La solita luce di lampadina a risparmio energetico che illumina le solite cose. il solito letto “pieno” dei soliti propositi. La solita stanza con le pareti troppo vicine che mi tolgono lo sguardo su un possibile domani…il solito.

interni 2009


"case d'estate" acrilico e carboncino su tela - cm40x40 (la seconda versione sempre sulla stessa tela...risistemata)


"vento e pioggia" acrilico su lamiera - 5 pannelli da cm30x50

interni 2008


"fiori sotto vetro" (ritagli di cartone) acrilico cm16.5x16.5

"I chiodi di Maurizio" acrilici su lastra di zinco arrugginita fissata su tela (partic. di chiodi vecchi sotto) cm60x60

"I chiodi di Maurizio" particolare

interni 2007

"notte kafkiana" acrilico su fogli di giornale su tela cm40x50 

Il dolore come un liquido denso e appiccicoso. Scende lentamente lungo le pareti per disincrostarle dai segni lasciati dai nostri battiti. Riesce bene nella sua funzione. Il suo inesorabile lento movimento discendente, può però logorare le fragili pareti, fino a romperle. Se ciò succedesse, niente e nessuno può zittire l’urlo della stolta speranza.



"case del... " acrilico su cartone in vecchia cornice cm68x54 (quattro tentativi)


"il caco di gioia" acrilico e carboncino su carta da imballo cm28x40 (due tentativi)


"il mondo di stefania" acrilico su legno (particolare)


"case per Tierno" acrilico su legno in quadrati cm39x24,5


"prove colore" acrilico su tela cm35x45

interni 2006

"cose della Val d'Ambiez" acrilico e carboncino su tela cm60x90

Il "vuoto" a differenza del "Nulla" permette che forme sempre nuove lo circoscrivano, lo contengano in spazi piccoli o grandi ma sempre funzionali. La "Brocca della val d'Ambiez" è un vuoto che seppur racchiuso da una forma semplice, riconoscibile, ha dato origine a rapporti intensi fatti di profumi, odori, occasioni, incontri che hanno contaminato la materia e la forma. Il "vuoto" che incontra la creatività umana, trascende dalla sua mera funzionalità di oggetto per diventare una parte essenziale dell'essere: unicità irriproducibile.

"papaveri di fine stagione" acrilico e carboncino su tela cm24x30

Qualcosa dell’estate rimaneva sulla tela. In attesa di qualcosa di nuovo, rimaneva qualcosa a ricordare quanto aspettato e presto dimenticato. Qualcosa forse riusciremo a trattenere, qualcosa che possa servire per riuscire a rimanere in questa Storia senza nome e senza tempo...

"Sovrapposizioni per Daniela e Lorenza" incisioni su gesso acrilico colorato con acrilico e matite cm50x50

Il colore come la Storia, si sovrappone bene e male ad altri colori. Le case si “arricchiscono” sotto il peso di croste acriliche su superfici sgualcite. Semplici giochi cromatici contrastano ed evidenziano la loro ricca Storia. Il loro stare lì le fa si apparire vecchie, ma quanto mai belle.



"Case per titolo" 4 acrilici su tele cm50x40

interni 2005

"i girasoli di Barbara"  acrilico graffiato su vecchia asse cm...

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