"Noi siamo ciò che gli altri sono stati."

Siamo come alberi. Le nostre radici si allungano attraverso i tempi che hanno visto l’inizio del nostro essere oggi. 

"All'improvviso mi sono trovato in un mondo nuovo, fatto dalle cose di tutti i giorni. Tutto ciò che toccavo si trasformava in qualcosa di unico, irripetibile che mi avrebbe accompagnato verso nuove esperienze di Pensiero e di Sentire. Può iniziare così l'esperienza con la propria creatività: la voglia ed il piacere di esprimere ciò che si ha dentro, con i segni, i colori e con ciò che si presta al gioco del "fare". Finalmente liberi, dinnanzi ad un semplice graffio e stupirsi della sua bellezza e di quanto ci può dire. Sorprendersi di vedere cose che ai  più non appaiono ed imparare un muto linguaggio che ci asseta di comprensione. Tracce di colore tra segni buttati, atto di coraggio per aprire agli altri spazi nascosti, pensieri dell'artista. Può iniziare così l'esperienza con la propria creatività: un viaggio persi i motivi del quale, prosegue tra l'indifferenza e la derisione dei tanti ma attori importanti e distinti, in un inestricabile intreccio di "Storie umane".



Camminavo rasente la linea del Mare. L'esperienza di essere tangente all'infinito mi rinnovava ogni volta, mitigata da una sorta di dovuto rispetto, la paura di non riuscire a trovare il senso di ciò che vivevo. C'è qualcosa? Qualcosa che mi tolga questa paura di perdere il "Tutto" senza mai averlo posseduto nella sua comprensione? Un vento si mosse dalla linea dell'orizzonte improvviso, scompigliando i miei capelli. Per un attimo allora, mi parve di capire...

il mio logo (Rovereto, 1986)