i l v e n t o m u o v e l e r i g h e . i t

"Noi siamo ciò che gli altri sono stati."

Siamo come alberi. Le nostre radici si allungano attraverso i tempi che hanno visto l’inizio del nostro essere oggi. 

"All'improvviso mi sono trovato in un mondo nuovo, fatto dalle cose di tutti i giorni. Tutto ciò che toccavo si trasformava in qualcosa di unico, irripetibile che mi avrebbe accompagnato verso nuove esperienze di Pensiero e di Sentire. Può iniziare così l'esperienza con la propria creatività: la voglia ed il piacere di esprimere ciò che si ha dentro, con i segni, i colori e con ciò che si presta al gioco del "fare". Finalmente liberi, dinnanzi ad un semplice graffio e stupirsi della sua bellezza e di quanto ci può dire. Sorprendersi di vedere cose che ai  più non appaiono ed imparare un muto linguaggio che ci asseta di comprensione. Tracce di colore tra segni buttati, atto di coraggio per aprire agli altri spazi nascosti, pensieri dell'artista. Può iniziare così l'esperienza con la propria creatività: un viaggio persi i motivi del quale, prosegue tra l'indifferenza e la derisione dei tanti ma attori importanti e distinti, in un inestricabile intreccio di "Storie umane".

 "Camminavo rasente la linea del Mare. L'esperienza di essere tangente all'infinito mi rinnovava ogni volta, mitigata da una sorta di dovuto rispetto, la paura di non riuscire a trovare il senso di ciò che vivevo. C'è qualcosa? Qualcosa che mi tolga questa paura di perdere il "Tutto" senza mai averlo posseduto nella sua comprensione? Un vento si mosse dalla linea dell'orizzonte improvviso, scompigliando i miei capelli. Per un attimo allora, mi parve di capire..."

il mio logo (Rovereto, 1986)



(...) “Hai mai visto il Nulla, figliolo?” “Si più di una volta.” “E come è?” “E’ come se si fosse ciechi.” “Bene. E quando ci siete caduti dentro, vi rimane addosso il Nulla. Siete come una malattia contagiosa che rende gli uomini ciechi, così che non distinguono più  l’apparenza dalla realtà (...). “Ma io non voglio avere parte del Potere!” Gridò Atreiu. (...) Il Lupo Mannaro: “Non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu un servo del Potere, senza volontà ed irriconoscibile. (...) Forse servirà il tuo aiuto per indurre gli uomini a comperare cose di cui non hanno bisogno, ad odiare cose che non conoscono ed a credere cose che li rendono ubbidienti od a dubitare di cose che li potrebbero salvare."    (pag. 154-156 de "La Storia Infinita" M. Ende)