"il Villaggio di Carlotta"

 

Ad un primo sguardo non si coglie il particolare molto evidente che caratterizza questa rappresentazione di un villaggio su una collina. Non si nota se non dopo una osservazione più attenta. La Storia di queste Case é tutta qui, in questo particolare. Case appartenenti allo stesso Villaggio ma orgogliose delle proprie differenze, consapevoli (coscienti) che l'altra é opportunità e non problema. Vicine, disponibili ed attente, le Case di questo Villaggio come tutte le Case lungo il Fiume, pazienti attendono ed alla luce del nuovo giorno, riflettono la loro immagine nel Fiume che va al Mare.





(...) “Hai mai visto il Nulla, figliolo?” “Si più di una volta.” “E come è?” “E’ come se si fosse ciechi.” “Bene. E quando ci siete caduti dentro, vi rimane addosso il Nulla. Siete come una malattia contagiosa che rende gli uomini ciechi, così che non distinguono più  l’apparenza dalla realtà (...). “Ma io non voglio avere parte del Potere!” Gridò Atreiu. (...) Il Lupo Mannaro: “Non appena verrà il tuo turno di saltare nel Nulla, diventerai anche tu un servo del Potere, senza volontà ed irriconoscibile. (...) servirà il tuo aiuto per indurre gli uomini a comperare cose di cui non hanno bisogno, ad odiare cose che non conoscono ed a credere cose che li rendono ubbidienti od a dubitare di cose che li potrebbero salvare."  (pag. 154-156 de "La Storia Infinita" M. Ende)